Non è una novità che da qualche anno mi impegno a dare una mano a Michele Marziani per organizzare e tenere le fila dei suoi workshop di scrittura creativa. Quest’anno oltre a fare da “tutor” mi sono calata nelle vesti di allieva. Era troppo impellente il bisogno di approfondire temi e aspetti della letteratura, oltre a soddisfare alcune curiosità e (udite, udite!) farmi coraggio nell’intraprendere l’impresa di un mio progetto narrativo. Quale occasione migliore? Per chi non ha mai frequentato un corso di scrittura con Michele non sa quanta ricchezza di immagini, spunti, sollecitazioni, mutamento di prospettive esce fuori nel corso delle sue lezioni. Anche perché il nostro docente è bravo nel costruire attorno a sé una piccola comunità di persone che in un continuo scambio di idee, elaborati, suggestioni, contribuisce non poco ad accrescere quel tesoro di informazioni e consigli che vengono generosamente distribuiti ad ogni incontro.

È quanto accade anche nel workshop “Le scarpe per leggere, le mani per raccontare“, ormai giunto oltre metà del suo percorso di sei appuntamenti. Un nutrito gruppo di aspiranti scrittori si incontra una domenica al mese e condivide problemi, intoppi, folgorazioni, vie di uscita, insomma gioie e dolori del “mestiere di scrivere”. Ci pensa poi Marziani ad elargire carezze e bastonate, mettendo a nudo lui stesso scrittore e regalandoci quel tanto di ottimismo e fiducia che sì, fan ben sperare. Grazie a lui e ai miei compagni di corso tra qualche tempo inizierò a scrivere. Con la penna.